L’assalto finale

“La bozza del nuovo Patto della salute inviata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri peserà necessariamente sul già incrinato rapporto Stato-Regioni”: così Vasco Errani, Presidente della Conferenza delle Regioni. All’ordine del giorno dell’incontro tra Governo e Regioni che si terrà domani, giovedì 17 settembre, ci sarà il nuovo Patto per la salute. “Sarà una discussione molto impegnativa”. Diversi sono i punti contestati e contestabili della bozza (vedi Nota: “Patto per la salute: cosa c’è che non va?”).
Complessivamente questo documento rappresenta il più grave attacco degli ultimi vent’anni allo spirito, all’impianto operativo e alla qualità del Sistema Sanitario Nazionale. Senza correzioni, la sua attuazione segnerebbe la fine del sistema sanitario pubblico italiano così come è stato disegnato nel 1978 e come, nonostante le sue molte manchevolezze, l’abbiamo conosciuto finora. Esattamente come è avvenuto per la recente, cosiddetta riforma della scuola, dal momento che non esistono motivi economici in grado di giustificare un “patto” di questo tipo.

Per fermare la deriva del nostro SSN è stata lanciato l’appello SOS Sanità (PDF: 186 Kb). “Abbiamo voluto aprire un dibattito sul tema delle politiche della salute sostanzialmente per due ragioni – spiega Nerina Dirindin promotrice dell’iniziativa insieme ad Aldo Ancona, Stefano Cecconi e Franco Pesaresi. “Abbiamo l’impressioni che non solo non ci sia un dibattito ma non ci sia sufficiente consapevolezza del valore del nostro SSN che è riconosciuto in tutto il mondo come uno dei più avanzati. Dobbiamo essere orgogliosi nel nostro SSN, dobbiamo difenderlo e migliorarlo: oggi più di ieri, perché stiamo attraversando una fase difficile in cui il sistema rischia di essere depotenziato o addirittura superato”.

La seconda ragione? “A fronte delle difficoltà che tutte le Regioni hanno, ce ne sono alcune che più di altre sono gravemente in ritardo nella garanzia della assistenza e su queste Regioni bisogna che il dibattito sia più efficace. C’è bisogno di un buon Governo anche da parte del livello nazionale che non si deve limitare a commissionare le Regioni, ma deve sostenerle e deve creare i presupposti per uscire da questa situazione difficile”.

I motivi che stanno alla base della bozza sono verosimilmente due. Uno è la possibilità di fare cassa, in un momento economicamente difficile, attingendo al denaro più facilmente disponibile, come è quello in dotazione al fondo sanitario nazionale. Il secondo è l’intenzione di portare avanti la privatizzazione e la commercializzazione della Sanità attraverso il depotenziamento del sistema pubblico delle cure.

Bisognerà anche riflettere sul fatto che un documento ufficiale come lo “Schema di intesa tra Governo e Regioni concernente il Patto per la salute 2010-2011″, regolarmente protocollato sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri e accessibile come tale in Internet, ha avuto così poca risonanza. In questo caso, infatti, il silenzio non sembra frutto di pressioni o manovre da parte del potere ma di scarsa sensibilità e informazione delle forze politiche e sociali e degli organi di informazione: di tutti i colori.

16/9/2009

Fonte
Schema di intesa tra Governo e Regioni concernente il Patto per la salute 2010-2011, 4 settembre 2009
- www.statoregioni.it

fonte: blog.libero.it/lavoroesalute