Omofobia, dal Pdl pregiudiziali sulla legge. Le associazioni: «Indegno»

 

Non sono bastate le migliaia di persone scese a Roma per l’Europride in un’Italia che è a livello zero sul riconoscimento dei diritti delle persone Lgbtqi, il Centrodestra non ne vuol sapere di modificare il proprio orientamento, in questo caso legislativo. E così, nonostante sia al vaglio della Camera, una sia pur modestissima proposta di legge sul reato di omofobia, a questa si è pensato bene di aggiungere delle pregiudiziali di costituzionalità. L’Europa ci osserva. Ma, è evidente che a questo, l’Esecutivo, in particolare con questa maggioranza, non presta alcuna attenzione. Neppure il milione di persone venute da tutt’Europa sono riuscite a rompere quel muro di pregiudizi e di vera e propria omofobia che aleggia nelle aule del Parlamento. Eppure, dicono in coro tutte le associazioni Lgbtqi, la battaglia continua. E «nessuno – promettono – ci fermerà». «Queste indecenti e false pregiudiziali  - denunciano in una nota tutte le Associazioni lgbt italiane, Agedo, Arcigay, Arcilesbica, Certi diritti, Comitato Roma Europride 2011, Famiglie Arcobaleno, Mario Mieli, Mit, Rete Lenford, nonché CorpoLibero, il Coordinamento lgtq di Rifondazione Comunista – debbono venir ritirate dai presentatori e deve essere ascoltata la richiesta di riconoscimento di dignità, di diritti ed uguaglianza proveniente dal formidabile Europride dell’11 giugno». L’auspicio è che «la domanda che la politica non perda altro tempo, sollevata dal milione di persone che hanno marciato per le vie di Roma, prevalga sulla falsificazione della realtà e del diritto e sulle offese alle persone lgbt contenute nelle pregiudiziali stesse. La maggioranza e il Governo non possono continuare ad insultare e ledere la dignità di milioni di persone con tanta cieca e cinica superficialità: da qui a fine giugno si apre dunque una fase di severa battaglia politica e chiediamo  - ripete all’unisono il movimento – a tutte le forze politiche, sociali e ai mass media di sostenere il dibattito che stiamo animando». «Se le pregiudiziali non verranno ritirate, si configurerà una evidente complicità morale con chi esercita discriminazione e violenza: gli elettori puniranno certamente i loro rappresentanti che si ostinano a legiferare con iniqua disumanità contro le persone lgbt. Il ministro Carfagna aveva annunciato nell’aula della Camera dei Deputati, a novembre 2009, un disegno di legge del Governo per la lotta contro l’omofobia e la transfobia, che non c’è mai stato. Comprendiamo che la sensibilità del ministro non si è tradotta in decisione politica del Governo che così conferma la sua totale irresponsabilità ed incapacità che denunciamo all’opinione pubblica italiana ed europea». Con la speranza che vengano ascoltate.

 

CM

15/06/2011

fonte: blog.libero.it/lavoroesalute