IL PAPA RIABILITA I SEGUACI DI LEFEBVRE, CATTOLICI NEOFASCISTI, ANTISEMITI E NEGATORI DELL’OLOCAUSTO
Che Ratzinger volesse riammettere questi nostalgici, nemici giurati del Concilio e di ogni altra riforma nella Chiesa, era evidente da tempo. Appena eletto papa aprì le porte della sua residenza estiva di Castelgandolfo a Bernard Fellay, successore di Lefebvre alla guida della Fraternità San Pio X. Non si trattò di un accordo ma neppure soltanto di un atto di cortesia. Del resto, i rapporti non erano mai stati interrotti. L’apposita commissione Ecclesia Dei, voluta da Wojtyla, ha continuato per anni a cercare una via d’intesa. Con papa Ratzinger si è intensificata la politica del “carciofo” per cui alcuni gruppi tradizionalisti locali, dal Brasile alla Francia, sono stati riammessi nelle rispettive diocesi con statuti particolari. Il restauro liturgico ha fatto il resto.
Questa notizia ha suscitato clamore e indignazione in Francia e nel resto d’Europa ma non in Italia.
E’ nota la vicinanza del movimento lefebvriano agli ambienti dell’estrema destra neofascista anche con frequenti processioni a Predappio per rendere omaggio alla tomba di Benito Mussolini.
Tra i quattro vescovi in odore di riabilitazione compaia pure quel Richard Williamson che, in un’intervista rilasciata alla televisione svedese, ha affermato, testuale: “Non sono mai esistite le camere a gas, e nei campi di concentramento sono morti dai duecento ai trecentomila ebrei”.
Sui media italiani, invece, bisogna risalire un paio di anni addietro per ritrovare accenni alle “relazioni pericolose” dei lefebvriani, quando in una puntata di “Annozero” Michele Santoro mostra don Floriano Abrahamowicz predicare una “crociata armata” contro l’Islam e, a messa finita, mostrare uno dei suoi libri preferiti: l’autobiografia di Erich Priebke
Questo prelato celebra la messa ogni anno alla festa, nel mese di giugno, degli iscritti a Padania Cristiana -l’associazione del leghista Mario Borghezio- presso il parco giochi di Ponti sul Mincio, in provincia di Mantova. Qullo stesso don Floriano che, dai microfoni di Radio Padania, solo un mese fa accusava papa Benedetto XVI di sudditanza ad un “disegno anticristico”, dell’islam. Pare che oggi si sia ricreduto sulle intenzioni di questo papa.
fonte: blog.libero.it/lavoroesalute





