Annuso psichiatria

La psichiatria e’ dappertutto, perche’ la gente non e’ informata, non sa, e’ dappertutto ed e’ pericolosa. lancia messaggi subliminali a chi non la conosce. come questo.

Il pericolo paradossalmente non risiede nella psichiatria in se… nel senso che se l’informazione che da’ fosse reale e sincera, ognuno di noi potrebbe fare le proprie scelte, anche quella di essere ”curati” dalla psichiatria, di prendere farmaci e quant’altro. Purche’ in maniera consapevole. purche’ si conoscano gli effetti, le conseguenze, soprattutto i danni e le alternative.

Ma non e’ cosi’. Non e’ mai cosi’.

Avete mai pensato cosa diremmo se andassimo da un ortopedico a farci curare una frattura e quello ci lascia con il nostro dolore o commette un errore?

Oppure…. semplicemente…. NON GUARIAMO???

Orrore! Malasanita’! Prima pagina dei quotidiani.

Questo e’ stato il motivo che mi ha spinta a creare un blog su questo argomento, e non per esempio sui danni dell’eroina. Dell’eroina si fa un gran parlare… media, giornali, amici, conoscenti, tutti ormai sanno che crea dipendenza e rode il cervello. Anche se ognuno ovviamente continua a fare cio’ che crede.

Di psichiatria ne parlano in pochi, ne sanno parlare in pochi, perche’ di psichiatria non si puo’ parlare molto, tranne di molecole ai convegni, aggiornamenti diagnosi per vendere questo o quel farmaco, ecc… Mancano i dati scientifici, se non quelli sulle esclusioni e le teorizzazioni.

Molti continuano a pensare alla scientificita’ della psichiatria, molti continuano a pensare che i neurolettici siano delle cure efficaci che fanno guarire, e quando non si guarisce si insiste… si fanno delle prove (queste si scientifiche a scapito del cervello), si opta per il nuovo farmaco in voga, si prova il fatidico regolatore dell’umore, si entra nel tunnel.  Da tutto questo ne escono in pochi, raramente e a fatica, perche’ per farlo non ci si puo’ rivolgere al proprio psichiatra.

Ci riescono quelli che hanno la possibilita’ di pagare un medico privato, ci riescono quelli che usano altri supporti, chi ha una grande solidita’ familiare, o grande forza, o grande cultura sociale, o anche grandi amici. Meglio sarebbe tutto insieme. Perche’ spesso si fallisce. Si fallisce soprattutto perche’ il cervello si abitua a certi farmaci, proprio come una droga, e quando si cerca di diminuire si va fuori di testa, ma non per la ”malattia”, ma per i farmaci che mancano.

E’ ovvia quindi la difficolta’ estrema, considerando poi che i problemi di salute mentale sono soprattutto procurati appunto da sbagliate relazioni familiari (non necessariamente cattive) e non da questo o quel neurone che nessuno finora ha stabilito con una vera prova scientifica. ”Neurone” comunque ormai leso dai farmaci.

Perche’ questa premessa? Semplice. Ho conosciuto la psichiatria.

Poi ho scoperto una psichiatria di due tipi: quella palesemente violenta, e quella apparentemente aggiornata e con tanti buoni propositi.

Nel primo caso esiste una psichiatria propensa all’elettroshock, alle contenzioni come strumento di cura, ai manicomi (mai scomparsi), ecc… ecc… e ti ridono in faccia se proponi uno spiraglio di rinascita.

Nel secondo caso esiste una psichiatria ”aggiornata”, pseudo basagliana (secondo alcuni concetti), solo che basaglia ha lavorato piu’ di 30 anni fa (!) e che comunque non fa nulla per non riderti in faccia davanti a una proposta degna di diritti umani.

In ogni caso ogni espressione umana non aderente alle norme sociali del momento e del posto in cui vive il paziente, viene considerato malattia.

Viene considerata malattia ”l’incomodo” che la persona procura e non i reali disagi, viene considerata malattia ogni ”urlo” di ribellione o di aiuto verso le violenze subite, e invece semmai di ”curare” a cambiare chi ha creato quel disagio e quel dolore, viene farmacologizzato chi l’ha subito.

Ma questo e’ un discorso infinito, dalle mille sfaccettature, che pero’ ha un solo punto primo su tutti: eliminare il fastidio. Io non vedo nessuna cura nel senso vero del termine.

Tant’e’ che quei pazienti che fanno per esempio cazzate con i farmaci eliminandoli d’un botto, o pazienti che hanno peggioramenti improvvisi o altri effetti spiacevoli, vengono come niente sottoposti al Trattamento Sanitario Obbligatorio, restando legati per giorni nei propri escrementi e a volte anche morendo.

Ma questo in tv non si dice.

Nessuna prima pagina per i morti della psichiatria.

Sara’ che e’ molto difficile comprendere il suo metodo di cura? Sara’ che perfino gli stessi medici (non psichiatri) hanno grosse difficolta’ a comprendere?

In pratica la psichiatria ”dalle nuove risorse”, le cosiddette ”buone pratiche”…. non e’ differente dalla prima, perche’ continua a stordire le persone (bava alla bocca, effetti collaterali psichici psicologici organici e neurologici, ecc…), continua a rinchiuderle, continua ad esercitare potere, controllo, cosa che non fanno gli altri medici negli altri servizi sanitari.  Come dice Giorgio Antonucci, ”se hai un tumore ti lasciano libero di scegliere la tua cura, se operarti, o morire, in psichiatria ti prendono, ti legano e ti costringono”.

Arrivo al dunque.

Il problema e’ all’origine: ogni cosa che produce la psichiatria e’ semplicemente la promozione di una ghettizzazione, di un controllo. Espressione di una ”cura” perpetua che un tempo si chiamava farmaco e manicomio, oggi si chiama farmaco-manicomio-attivita’ riabilitative.

Queste attivita’ riabilitive psichiatriche spaziano parecchio… e ultimamente se ne fa un gran parlare… perche’ neanche gli psichiatri sanno se e’ meglio farle svolgere a quelle ”giovani” figure sanitarie della psichiatria, come ad esempio i tecnici della riabilitazione psichiatrica, oppure a quegli operatori che non sono operatori della psichiatria, ma nei migliori dei casi artisti, musicisti, ginnasti, ecc.

Quindi arte, partite di pallone, radio private, gite, piscine, vele, barche, barchette e quant’altro.  Ancora piu’ umilianti quelle attivita’ riabilitative chiamate banalmente ”cinema”, ”pizzeria”, ”mare”.

Con tutto il rispetto…. forse la psichiatria confonde una persona che ha problemi di salute mentale con pazienti che hanno problemi neurologici dalla nascita? E che quindi (con tutto il rispetto), offrire loro una vita quanto meno ”sociale” potrebbe alleggerire il carico di una menomazione fisica e neurologica?

Qui si parla di persone comuni.

Gli handicappati della psichiatria, gli psicotici, sono persone che hanno un passato e un presente come quello di tutti, persone che hanno lavorato, persone che prendevano anche uno stipendio e che adesso, in psichiatria, bene che gli vada, devono accontentarsi di una ”borsa lavoro”, un sussidio e… di una partita di calcio con l’infermiere.  (Tranne quelli che si sono abbattuti proprio per mancanza di lavoro… che si sono abbattuti per una MANCANZA. Non certo neurologica).

Ma chiedo: se la psichiatria ha ragione, se la psichiatria sa insegnare e curare, come mai non consiglia ai propri pazienti di iscriversi (semmai) in palestra autonomamente? Come mai continua imperterrita nella sua assurda ”tutela” personale e sociale? Come mai addirittura ha bisogno di squadre di pallone ”speciali” per organizzare una partita di calcio?

Allora se questa e’ la cura la psichiatria dovrebbe riconoscere i suoi fallimenti. Dovrebbe farsi un po’ da parte e fare un mea culpa che e’ sempre troppo tardi. Permettetemi una battuta: e se a quel paziente non piace l’arte? Non piace il mare? Non piace il calcio? Sono matti??? Quali saranno le valutazioni dell’equipe se l’utente non partecipa? E quali saranno gli altri strumenti della psichiatria per aiutare certi pazienti ad uscire fuori…… dalla psichiatria?

E poi, scusate tanto se sono scema: come fa la psichiatria a proporre le sue attivita’ riabilitative a persone completamente stordite emozionalmente e impedite fisicamente per via dei farmaci? Bisogna decidersi signori. O dentro o fuori.  Vabbe’ che ci sta pensando la politica, servendo su un piatto d’argento il rinnovo di ”vecchie pratiche”.

Per quanto mi riguarda posso direi che non gradirei giocare una partita di pallone tra pazienti e operatori. Ne’ se fossi paziente, ne’ se fossi operatore.

http://spazio.libero.it/quadernorosso

fonte: blog.libero.it/lavoroesalute