Biotestamento alla Camera. In migliaia dicono no

 

Sono già 6mila i medici (e 5mila le cittadine e i cittadini “comuni”) che hanno aderito alla campagna lanciata dalla Cgil “Io non costringo, curo” contro la legge sul fine vita che è approdata ieri in aula alla Camera. La campagna è partita per iniziativa del personale sanitario «per parlare a tutti, e per chiedere alla politica, al parlamento, che si fermi una discussione inficiata da ideologismi e contraria alle norme della deontologia medica e ai valori costituzionali della nostra Repubblica». Nutrizione e idratazione forzate, spiega una nota della Fp Cgil, «non sono equiparabili a pane e acqua, e nessuna legge può cancellare la libera scelta del paziente, eliminare la prospettiva, per noi essenziale, di una alleanza terapeutica tra paziente e personale medico. I medici e gli operatori sanitari italiani – conclude la nota – non vogliono costringere. Vogliono poter curare». Oggi le prime firme saranno consegnate al presidente della Camera Fini, ma la raccolta, iniziata sul web, proseguirà per tutto il mese di marzo negli ospedali e nei presidi sanitari. Il testo di legge elaborato dalla commissione Affari sociali della Camera dopo un complesso iter partito due anni fa dal caso Englaro prevede l’alimentazione e idratazione forzata e lascia l’ultima parola al medico, non vincolato alla volontà espressa preventivamente dal paziente.

 

08/03/2011

fonte: blog.libero.it/lavoroesalute