Milano per sette giorni capitale europea della cultura gay, lesbica e queer!
Il Festival MIX di cinema gay lesbico e queer culture, che si svolge a Milano dal 25 al 31 maggio, compie 25 anni e dimostra tutta la sua maturità e sicurezza nel ricco cartellone e varietà di iniziative.
Il sottotitolo Rebel, Rebel e le farfalle multicolori, ad indicare la necessità e il desiderio di metamorfosi, sono quanto mai azzeccati e premonitori. Siamo, infatti, nella settimana che precede il ballottaggio in una Milano che si avvia alla metamorfosi dopo lunghissimi anni di letargo e sonno (della ragione e della democrazia).
Le proiezioni, divise in tre sezioni competitive (Lungometraggi, Corti, Documentari) porteranno a Milano il meglio della cinematografia indipendente lgtq e saranno affiancate da appuntamenti di letteratura, musica e incontri con gli autori.
L’incoronazione, la sera del 28, di Franca Valeri quale “Queen of Comedy 2011″ va tutto ad onore del mondo lgbtq che si dimostra capace di riconoscere il valore politico e liberante dell’intelligenza, dell’ironia sottile e sferzante in una comicità che non ha mai avuto bisogno di cadute di stile e volgarità, per far divertire.
Un’altra sezione, inaugurata lo scorso anno, e assolutamente da non perdere, denominata Uncut, permetterà a moltissimi giovani di vedere per la prima volta opere censurate per un reato tutto italiano – “il vilipendio alla religione”! – La ricotta di P.P.Pasolini / L’indiscreto fascino del peccato di P. Almodovar / Je Vou salue, Marie di G.L. Godard. Musica, feste, incontri, dibattiti faranno da contorno alla maratona dei film. Per info: (www.festivalmixmilano.com)
Di fronte a tanta vitalità e ricchezza culturale viene da chiedersi come abbiano fatto gli organizzatori: soprattutto il Comitato Provinciale Cig Arcigay Milano e il direttore Giampaolo Marzi a far diventare questo Festival uno degli eventi internazionali della cultura lgbtq nei lunghi anni di una amministrazione comunale oscurantista ed omofoba. Proprio in questi giorni, tra gli spauracchi evocati dal centrodestra, accanto ad una Milano islamizzata o nuova Stalingrado, c’è la Milano “capitale europea dei gay” (detti dai leghisti:culattoni) qualora vincesse Pisapia.
Dopo le sconfitte ed il relativo riflusso e frammentazione subite dalle organizzazioni lgbtq che tanto avevano sperato nel governo Prodi, ora si riapre una speranza in città. Pisapia non ha avuto paura di perdere voti dichiarando di voler combattere le discriminazioni dovute all’orientamento sessuale. Per questo, nel suo programma, è prevista «l’istituzione del Registro delle Unioni Civili per favorire la parità dei diritti e dei doveri delle comunità affettive e di vita» e l’apertura, in tutte le Zone di uno Sportello dei diritti.
La comunità ha un’ottima occasione, anche durante questo festival, per riflettere e scegliere da che parte stare: tra chi vorrebbe riportarci al Medioevo più becero ed oscurantista e chi progetta «una città giusta ed uguale, laica e plurale, di cittadini consapevoli dei propri diritti, in cui nessuno si senta ospite o estraneo».
Se la ventata del cambiamento spazzerà paure fasulle, odi ed egoismi, lo sapremo lunedì sera e sarà la sensazione e la speranza di una liberazione per tutte e tutti.
Anita Sonego
26/05/2011
fonte: blog.libero.it/lavoroesalute





