di LAURA MARONGIU

“Il comunicare sociale è un mestiere in cui bisogna sporcarsi le mani” diceva Giorgio Bonelli, capo per 40 anni dell’ufficio stampa delle Acli, decano del giornalismo associativo e sindacalista, scomparso nel dicembre 2003. Da ormai quattro anni, a suo nome, c’è un progetto di stage nella comunicazione del terzo settore che cerca la prontezza a “sporcarsi le mani” da parte degli aspiranti comunicatori e giornalisti sociali.

L’edizione 2009 del progetto è promossa dal Forum del terzo settore in collaborazione con la facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università La Sapienza di Roma e il sostegno delle associazioni giornalistiche italiane e romane, e offre l’opportunità di svolgere 20 stages, anche retribuiti, in tutto il territorio italiano. I tirocini, che inizieranno a partire dal mese di aprile, dureranno in tutto tre mesi (310 ore) e si terranno negli uffici stampa, nelle strutture di comunicazione ed editoria, nelle redazioni delle testate di informazione sociale delle oltre cento organizzazioni coinvolte nel progetto. Tra queste, anche dei veri e propri pilastri del volontariato nazionale come Legambiente, Uisp, il comitato nazionale per il telefono azzurro Aps-Onlus, Avis, Arci e Acli.

In programma, per i vincitori degli stages, un’occasione di formazione sul campo a 360 gradi: attraverso il lavoro negli uffici stampa e nelle redazioni, i tirocinanti potranno apprendere tutti i trucchi del mestiere nel settore della comunicazione e informazione sociale. I giovani saranno inoltre coinvolti in prima persona nelle attività culturali delle associazioni e potranno cos